Ambra nell'arte
Il recupero dell'ambra
I metodi utilizzati per la raccolta dell'ambra sulle spiaggie e il suo
recupero dalle acque basse rimangono i medesimi sin dall'antichità.
Solo alcuni alcuni attrezzi sono stati migliorati.
Per estrarre l'Ambra dalle distese delle dune, lungo la costa baltica,
sono state oltremodo utilizzate le estrazioni in superficie. All'inizio
del XVI secolo, nello Samland, l'Ambra iniziò ad essere estratta
da strati chiamati di "terra blu", in prossimità delle
scogliere. Dal tardo XVIII secolo invece, a Palmnicken, vennero utilizzate
le miniere d'Ambra, formate da una rete fittissima di condotti e gallerie.
Nella Polonia settentrionale, pezzi di questo raro e quanto mai insolito
materiale vennero ritrovati e prelevati da campi, fiumi e laghi dell'entroterra,
formatisi dall'accumulo di sedimenti nel periodo quaternario.
Utilizzo dell'ambra
Sin da tempo immemorabile veniva creduto che l'Ambra avesse proprietà
magiche e medicamentose. Veniva utilizzata come incenso durante i rituali
e come disinfettante per combattere le malattie infettive.Gli amuleti
d'Ambra avrebbero dovuto proteggere chi li indossava dalle forze maligne
ed assicurare loro fertilità e successo nella caccia, mentre
i gioielli d'Ambra adornavano il corpo sia in vita che dopo la morte,
con lo scopo di sottolineare lo stato sociale della persona. Oggigiorno
sculture, opere d'arte ed articoli di utilizzo quotidiano, fatti d'Ambra,
decorano le case, i palazzi ed i templi di tutto il mondo.
Il tardo Paleolitico
(ca. 40000 - 8000 a.C.)
I più antichi oggetti fatti a mano e ritrovati nel sud-est dell'Europa
comprendono una statuina di donna ed una collana appartenete ad un campo
di cacciatori di mammut, di cultura Mezin, in Ucraina.
Nell'Europa Occidentale, una placca incisa, attribuita al 12.000 - 11.000
a.C.,venne ritrovata a Meiendorf, vicino a Ahrensburg nello Schleswig-Holstein.
Altre due placche, con tracce di lavorazione a mano, furono ritrovate
in un sito della cultura di Amburgo, a Siedlnica, nella polonia settentrionale,
mentre una statuina facente parte della cultura zoomorfica di Feremesser
venne recuperata a Weitsche, nella bassa Sassonia.
Il Mesolitico
(8.000 - 4.500 a.C.)
Gli amuleti del Mesolitico sono "opere d'arte" in miniatura.
Esempi provenienti dalla Danimarca comprendono artefatti della cultura
Maglemosiana (ch. 7.000 a.C.), come il pendente a forma di placca d'Ambra,
decorato con motivi incisi, dalle forme figurali e geometriche, o amuleti
zoomorfici che vengono associati alla caccia ed alla selva magica. Artefatti
d'Ambra zoomorfici sono stati sopratutto ritrovati nella Polonia settentrionale,
dove si è scoperto modelllassero le figure femminili in modo
che sembrassero delle "madri-dee", dando prova della cultura
della fertilità.
Il Neolitico
(ca 4.500 - 2.300/1.800 a.C.)
Testimonianze archeologiche rivelano che durante il Neolitico la popolarità
dell'Ambra era in crescente aumento in tutta l'Europa, sia per scopi
ornamentali che per amuleti. Le capacità dei lavoratori d'Ambra
si svilupparono maggiormente lungo le coste baltiche del Mare del nord
- in Estonia, Lettonia, Lituania, nella Baia di Dansica, nel Sud della
Scandinavia, nelle isole Fresie e in quelle della Danimarca, nella Penisola
dello Yutland e nelle zone costiere britanniche.
Circa nel 2.500 - 1.800 a.C.,alcune cominità che abitavano lungo
i banchi di sabbia delle baie di Danzica e Puck (cultura Rzucewo) iniziarono
a commerciare l'Ambra in cambio di grano, selce, rame e comodità
similari, con altri abitanti della Polonia e del resto d'Europa. Il
più grande centro di lavorazione dell'Ambra si trovava nella
regione dello Zulawak, vicino al delta della Vistola. In uno scavo,
furono scoperte tracce di piu di mille laboratori d'Ambra all'interno
di un area che copriva 6.000 metri quadrati. Gli artefatti portati alla
luce nel medesimo sito includono vari utansili ed altri oggetti rotti,
alcuni non finiti ed altri completi, insieme a scarti di lavorazione
e zolle di Ambra grezza.
Questi ritrovamenti resero possibile la ricostruzione del processo di
produzione, nel quale martelli di pietra e bulini di selce, o scalpelli,
venivano utilizzati per modellare pezzi d'Ambra e di selce, utensili
di corna ramificate per farvi dei buchi, mentre tavolette di arenaria
e pezzi di pelle servivano per la pulizia degli stessi. Nel Neolitico
i lavoratori d'Ambra avevano una buona conoscenza di questo materiale
grezzo e possedevano, di conseguenza, un ottima inventiva nel suo utilizzo
per creare pendenti e vari tipi di perle, come meravigliose collanne
e diademi.
I vestiti delle donne venivano decorati con accessori d'Ambra. Amuleti
simboleggianti il sole erano caratteristici dei periodi dell'Età
del Bronzo. Questi ultimi erano formati da dischi rotondeggianti, con
un foro al centro, e venivano talvolta abbelliti da file di decorazioni
appuntite che si irradiavano dal centro del disco verso l'esterno. Durante
il Neolitico l'Ambra veniva trasportata dalla Polonia, sul fiume Vistola,
attraverso il cancello della Moravia, fino all'Europa meridionale. Questa
via del commercio rimase in uso per numerosi secoli.
Imponenti centri per lavorazione dell'Ambra crebbero sulla Penisola
dello Yutland e nel Mecklenburg.
Già alla fine del terzo millennio alcune società mediterranee
facevano uso dell'Ambra nella loro arte figurativa.
L'Età del Bronzo
(ca. 1.800/1.700 - 800 a.C.)
Le prime fasi (1.800/1.700 - 1.300 a.C)
Questo periodo fù testimone di grossi progressi nella metallurgia
del bronzo e del commercio a lunga distanza. Nel contempo vi erano maggiori
contatti culturali tra le società del nord e del sud Europa.
Oro ed ambra venivano commercializzati in cambio di beni materiali già
lavorati come utensili, armi e gioielli quali bracciali, spille e collane.
Il centro di Zulawski, in Pomerania e la via del commercio attraverso
la Vistola, durante questo periodo ebbero minore importanza. L'Ambra
verrà ritrovata raramente all'interno delle tombe e degli insediamenti
delle comunità che abitavano queste regioni. Le zone di commercio
occidentali invece, quelle insediate lungo i fiumi Lava e Oder, furono
molto piu attive nella distribuzione dell'Ambra, stabilendo dei legami
con popolazioni in via di sviluppo nella Svezia meridionale, nella penizola
dello Yutland e nel centro nord Europa. Queste vie del commercio si
svilupparono attraverso la Vallata del Klodzko, il Cancello della Moravia,
i passaggi delle Alpi e quelli dei Carpacci.
La prima fase dell'Età del Bronzo vide un aumento della ricchezza
di varie società, come evidenziato da fastose sepolture ed abbondanti
tesori, conteneti centinaia di ornamenti di bronzo, utensili, armi ed
artefatti d'Ambra. Ritrovamenti di questo tipo furono scoperti nello
Yutland, in Francia, in Inghilterra e nel Mecklenburg; e ancora nelle
regioni della Slesia, in Polonia nella Valle dell'Oder, nella Valle
dei Carpasi, nei Balcani ed in Ucraina. Furono prodotte collane magnifiche,
create mediante numerose file di perle d'Ambra, accuratamente tagliate
e pulite, talvolta incorporando elementi bronzei. Questi meravigliosi
articoli di gioielleria non venivano solamente indossati dalle donne,
ma anche da uomini che occupavano un'altra posizione nella gerarchia
sociale, all'interno di gruppi che abitavano i territori del Mecklenburg
e l'Inghilterra meridionale. Tra i più sorprendenti ritrovamenti
di esempi di lavorazione dell'Ambra, troviamo le tazze rinvenute ad
Hove e Clandon, in Inghilterra, ricavate da un singolo pezzo d'Ambra.
In grecia l'Ambra veniva considerata una comodità dai prezzi
elevati. Nell'Odissea infatti, omero ci racconta che l'Ambra era stata
utilizzata insieme all'Oro, a l'Argento e all'Avorio, per decorare il
Palazzo di Menelao Re di Sparta. Collane d'Ambra vennero rinvenute tra
i beni di sepoltura all'interno delle tombe reali di Micene (ca. 1.600
a.C.). Questo materiale grezzo arrivò in Grecia, via terra e
via mare, grazie ai mercanti Fenici.
Il tardo periodo dell'Età del Bronzo (c.1300-800 a.C)
Durante questo periodo i gioelli d'Ambra venivano indossati ancora molto
raramente dalle popolazioni che venivano nelle aree circostanti i bacini
dei fiumi Vistola e Oder. A dimostrazione di ciò, i ritrovamenti
fatti all'interno delle tombe, che portarono alla luce solo alcune perle
singole. Una simile diminuzione può essere notata nel numero
di ritrovamenti d'Ambra fatti in Danimarca. Si presume che la maggior
parte di questo materiale veniva utilizzato per gli scambi con altri
paesi del bacino meditteraneo. Perle d'Ambra cilindriche sono state
ritrovate in Grecia, Creta, Rodi, Siria, Balcani occidentali, Italia
e Sardegna. Numerose quantità di perle delle forme larghe sono
state sopratutto ritrovate in Ucraina, all'interno di sepolture kurgan,
suntuosamente arredate con articoli in oro, argento, bronzo, ferro ed
altri materiali (1500-800 a.C.).
Le prime fasi dell'Età del Ferro
(ca.IX/VIII-IV secolo a.C.)
Le maggiori strade del commercio, nell'Età del Ferro, tra la
"costa dell'Ambra" ed il Meditteraneo,passavano attraverso
terristori del bacino imbrifero dei fiumi Laba, Oder, Nysa e Vistola.
Tombe dotate ca.500-400 a.C., ritrovate in Pomerania, contengono urne
facciali contenenti all'interno resti umani. Queste urne, spesso, vengono
abbellite da orecchi decorati con perle d'Ambra o conciglie Cauri e
perle di vetro importate dalle regioni dell'Italia e dell'Illiria. Questo
dimostra che esistevano rapporti tra la Polonia ed il Meditteraneo,
che avvenivano attraverso le comunità di cultura HAllstatt che
abitavano le regioni ai piedi delle Alpi e attorno al Danubio centrale.
Più al Sud, l'Ambra arrivò a toccare i territori del fiume
Po, del Mare Adriatico (vicino a Trieste) e del fiume Isonzo, che correva
lungo l'ultima estensione della via dell'Ambra. Nell'VIII eVI secolo
a.C. l'Ambra fu esportata dalla costa nord Adriatica fino alla Grecia,
dove la gioielleria prodotta con wuesto materiale grezzo divenne molto
popolare. Rimase a lungo di moda nelle colonie greche, in Sicilia e
nel sud d'Italia.
Meraviglisi artefatti d'Ambra furono prodotti dagli Etruschi attorno
all'VIII secolo a.C, nei territori dell'odierna Toscana, Umbria Occidentale
ed il nord del Lazio.
Nelle più ricche e importanti città italiane, quali Caere,
Volsini e Tarquinia, sono state rinvenute, all'interno di tombe fastosamente
arredate, perle d'Ambra incastonate in eleganti collane, fibule di bronzo
rivestite d'Ambra, pendenti e varie figure antropomorfiche.
Attorno al 400 a.C. i Celti furono i primi ad iniziare un commercio
tra le "coste dell'Ambra" e l'Europa meridionale. Riuscirono
nel loro intento attraverso l'espansione delle Alpi, dall'alto Reno,
Danubio e Rodano che li portò a toccare un amio numero di territoriu
Europei (inlusi Grecia e nord Italia). Da qui assunsero il controllo
delle zone di scambio lungo l'antica via del commercio. NEll'arte celtica
compaiono figure d'Ambra e bassorilievi raffiguranti esseri umani ed
animali, ed occasionalmente gioielli d'Ambra vengono rinvenuti come
accessori di abbigliamento femminile. La Pomerania, mantenne oltremodo
in vita un sistema di scambi e commercio con gli abitanti delle isole
della Danimarca, con Bornholm, Gothland ed il sud della Scandinavia.
Durante questo periodo era sopratutto in uso una rotta commerciale orientale
che partiva dalla costa dello Samland e arrivava alla Transilvania,
percorrendo la costa adriatica orientale. Vennero creati punti di contrattazione,
dove si trovavano depositi ed officine d'Ambra, negli oppida Celtici
situati lungo la suddetta rotta commerciale. Per i gruppi di cultura
"Oksywie",stabiliti nella Pomerania orientale, un importante
posto di contrattazione era quello di Pruszcz Gdanski. Nel 183 a.C.
veniva fondato un porto romano ad Aquileia, alla bocca del fiume NAtisone,
sulla costa adriatica, all'incorcio di due strade che portavano sall'Italia
al nord e all'est. Aquileia divenne un importante centro di lavorazione
dell'Ambra e del suo commercio. Le due rotte commerciali d'Ambra più
importanti si incontravano qui, una passando attraverso Lentia e l'altra
attraverso Carnuntum e Vindobona.
Il Periodo Romano
(ca 25-375 d.C.)
Nella seconda metà del primo secolo a.C. l'espansione dell'Impero
Romano culminava nell'occupazione dei territori attorno al REno e al
Danubio, che mise di conseguenza fine alla dominazione celtica sulle
strade dell'Ambra.
La conquista del controllo delle zone di scambio dell'ambra permise
ai Romani di mandare spedizioni ad acquistare questo quanto mai ricercato
materiale grezzo. Negli ultimi anni del regno dell'imperatore Nerone
una spedizione romana equestre (cavalleria) venne mandata al nord per
tentare di ottenere l'ambra, con la quale doveva essere decorata un'arena.
Plinio registra questo evento nel suo "Storia Naturale" descrivendo
come questa unità operativa riportò una quantità
enorme d'Ambra proveniente dalla costa della Germania; il pezzo più
grande pesava 4.26 kg. Plinio riferisce inoltre che l'Ambra dava beneficio
sia agli adulti che ai bambini, grazie alle sue proprietà medicinali.
Nella forma di un amuleto, di una bibita o in polvere, l'Ambra veniva
usata per porre rimedio ad isterismo, problemi urinari, febbre, vista
debole, mal d'orecchi o mal di stomaco.
Il resoconto di Plinio illustra che i Romani usavano l'ambra per una
molteplicità di scopi. Le famose officine d'Ambra di Aquileia
cominciarono a perfezionare le loro tecniche di lavorazione, producendo
collane, ciondoli, anelli, statuine di animali e di esseri umani, e
molti altri articoli decorativi.
La moda d'Ambra incoraggiava i contatti tra le civiltà di Roma
e dell'impero Barbaro dell'Europa centrale, come quella Germanica, Slava,
Sarmata ed altre società che abitavano i territori al nord del
Danubio e all'est del Reno.
Uno dei centri più importanti della civiltà barbara in
Europa si trovava nelle aree attorno a Elblag e Pruszcz, vicino a Danzica,
nella zona litoranea baltica meridionale. Nella seconda metà
del secolo d.C. , l'aumento della richiesta dei prodotti d'Ambra, sia
nelle province che nell'Europa barbara, condusse alla crescita del numero
di officine d'Ambra locali in Lituania occidentale, Samland e Pomerania.
Queste officine producevano abilmente bellissimi ciondoli, sequenze
a forma di disco e figure a otto perle, modellate su di un tornio. Gli
ornamenti d'Ambra venivano anche usati come doni votivi. Doni d'Ambra
già confezionati giungevano sino all'Europa occidentale, all'area
del medio Danubio ed al Mar Rosso.
torna a capo
Il periodo di migrazione
(ca.375-570)
Durante il fermento politico del periodo di migrazione, causato dalle
invasioni dei Goti e degli Unni sull'impero romano occidentale, i commercianti
preferivano percorrere, nella loro ricerca d'Ambra, le rotte commerciali
orientali. In una lettera scritta tra 523 e 526 da Teodorico il Grande,re
degli Ostrogoti, indirizzata agli Aesti, egli li ringraziava per la
spedizione di un dono di Ambra, ricevuta attraverso un emissario. Questo
suggerisce che l'Ambra veniva ancora considerata come una merce estremamente
preziosa, in quanto appropriata per il Re conquistatore di Roma.
Le prime fasi del periodo medievale
(tardo VI-VIII secolo)
Il VI e VII secolo furono testimoni di un miglioramento nella stabiltà
politica all'interno dell'Europa e dello sviluppo di nuovi contatti
e scambi culturali. I marinai Frisoni ottennero il controllo del commercio
tra la monarchia Franca ee i paesi del Mar Baltico. Un ruolo importante
nel commercio e nello scambio lungo il Mar Baltico veniva rappresentato
dai naviganti norvegesi e danesi, conosciuti come Normanni e Vichinghi,
e dagli svedesi Varengiani. I Normanni danesi arrivarono sino alla Sicilia
e all'Italia meridionale. I Varengiani avanzarono nell'entroterra, attraverso
la Russia ed il Mar Nero, fino a giungere ai paesi sotto il dominio
bizantino ed arabo, per commerciare l'ambra baltica. Questo materiale
grezzo era molto ricercato nell'Oriente, anche in Cina; così
dimostrano le registrazioni dei geografi Arabi.
La lavorazione dell'Ambra ed i commerci a lungo distanza dei prodotti
finiti, come le collane, gli amuleti e le pedine per giochi da tavolo,
fioriva all'interno di quelle sistemazioni baltiche, che erano i centri
per il commercio e la produzione artigianale, come Volhynia, Kolobrzeg,
Sopot e Truso.
Neil X e XIII secolo Danzica divenne il fulcro della lavorazione d'Ambra
in Polonia. Quest'arte veniva praticata nella fortezza ducale e nella
sistemazione adiacente ad essa. Testimonianze archeologiche dimostrano
che diverse generazioni di lavoratori d'Ambra vissero qui. L'Ambra veniva
tagliata e modellata con l'aiuto di coltelli, trapani, ceselli e torni
manuali primitivi. Rispetto ad altri centri di produzione di beni d'Ambra,
la varietà di manufatti lavorati a Danzica era insolitamente
diversa: amuleti, un vasto assortimento di collane, ciondoli geometrici,
antropomorfi e zoomorfi, anelli e grosse perle singole, usate come decorazioni
per le acconciature dei capelli. Dopo che la Polonia si convertì
al Cristianesimo, nel 966, croci d'Ambra si aggiunsero a questo elenco.
Danzica commerciava dunque questi prodotti con altri paesi del Baltici,
come Gothland, Bornholm e Zealand.
L'ultimo periodo medievale
(XIV-XV secolo)
Dopo il 1308, quando i cavalieri treutonici vennero al potere a DAnzica,
l'arte manuale della lavorazione dell'Ambra passò sotto il loro
controllo. Essi commissariarono la produzione di beni d'Ambra ed imposero
regolamentazioni, stabilendo che tutta l'Ambra rinvenuta sulle spiaggie
locali doveva essere consegnata a loro in cambio di un pagamento fisso:ad
esempio un barile di birra o due scellini per un giorno di lavoro. Camminare
lungo le spiaggie senza la presenza di una guardia assegnata era punibile
con la fustigazione o la reclusione. L'Ambra veniva inviata a Brugge,
Lubecca, Colonia, Venezia ed altre città, dove artigiani specializzati
usavano questo materiale grezzo per fare rosari di perle, molto richiesti
da tutta l'Europa cristiana.
Numerosi articoli di uso pratico e lavori di arte dedita e secolare,
come i crocifissi e le statuine di vari santi, vennero fabbricati durante
il XV secolo.
Il periodo post-medievale
(XVI-XVIII secolo)
Nel XVI secolo l'interesse dell'Europa per l'Ambra e l'ubicazione dei
suoi depositi naturali cominciarono a crescere. Questo portò
i geografi a produrre mappe dettagliate della costa baltica, "produttrice"
d'Ambra. Dalle molte mappe redatte, la più importante è
quella di Olaus Magnus:"Carta Marina et descriptio semptentrionalium
terrarum ac mirabilium rerum in eis contentarum deligentissime elaborata",
pubblicata a Venezia nel 1539. I disegni dei barili che venivano usati
per immagazzinare e trasportate l'Ambra appaiono spesso in queste mappe.L'Ambra
grezza veniva ordinata secondo taglia e colore, tenendo da parte i pezzi
contenenti inclusioni di piante e animali, i quali erano di particolare
interesse per collezionisti e commercianti.
Nel XVI secolo Danzica era uno dei maggiori centri del commercio europeo,
dove l'Ambra giocava un ruolo significativo. Essa veniva spedita ad
Antwerp, in Italia, Francia, Spagna, Turchia ed i vari paesi. Cittadini
benestanti, membri della nobiltà, chiese e corti reali facevano
frequentemente degli ordini per ornamenti ed articoli d'Ambra dell'arte
devozionale.
La Riforma ridusse la richiesta di opere religiose ed incoraggò
l'interesse in pezzi artisticamente alla moda, di uso quotidiano, come
bottiglie di profumo, cornici e ciondoli. I lavoratori d'Ambra di Danzica
erano famosi per la loro abilità nello sfruttare la proprietà
ed i colori di questo materiale grezzo, ricavandone l'efetto migliore.
Un'altra loro specialità era la produzione di articoli di grossa
mole, formati da numerosi pezzi d'Ambra, uniti insieme usando solo adesivi
naturali, senza il bisogno di alcun supporto in legno o metallo.
Nella seconda metà del XVII secolo, sotto l'influenza del periodo
barocco, gli articoli d'Ambra divennero molto più elaborati,
riccamente intagliati, e forme tridimensionali venivano decorate con
materiali quali la madreperla e l'avorio.
Molti musei europei possiedono collezioni di lavori d'arte forgiati
in Ambra. Il maestro artigiano Michel Redlin di Danzica, progettò
una valigetta d'Ambra per la Regina di Svezia Ulrika Eleonora. Questo
set comprendeva un gran numero di articoli d'Ambra, tra i quali una
cornice da specchio, candelieri, cofanetti per gioielli, una brocca
ed una ciotola.
Attorno al XVII secolo i gusti e le mode europee cambiarono. Medaglioni,
scatole di tabacco, corni per la polvere da sparo e bastoni da passeggio,
tutti fatti in Ambra, iniziarono ad andare di moda. Vennero prodotti
anche numerosi set di giochi d'azzardo e cofanetti, decorati con mosaici
d'Ambra multicolori.
I maestri artigiani Ernest Schacht e Gotfryt Turau lavorarono insieme
alla creazione della celebre "Stanza d'Ambra", progettata
dall'architetto di Danzica Andrzej Schluter per il Re Prussiano Federico
I. Infine, migliorata da specchi e mosaici progettati da architetti
italiani, la " Stanza d'Ambra" venne smantellata e posrtata
in Russia, dove venne incorporata all'interno del PAlazzo estivo dello
Zar Tsarskoye Selo.
NEl XIX ed inizio XX secolo, l'Europa venne sommersa dai beni d'Ambra
prodotti in serie fabbriche di Konigsberg, Danzica e di varie altre
città. Questo periodo vide anche la crescita di raccolte europee
di noduli d'Ambra ed inclusioni nella stessa, Le raccolte più
imponenti al mondo riunite a Konigsberg e Danzica. Sfortunatamente,
parti di queste raccolte vennero spostate e confiscate dal regime nazista
verso la fine della seconda guerra mondiale.
I tempi moderni
(XX secolo medio-presente)
Dopo il radicale cambiamento causato a Danzica dalla Seconda Guerra
Mondiale, l'arte della lavorazione dell'Ambra cominciò a rinascere
rapidamente. Oggi ci sono più di 3000 tra officine e studi s'Ambra
solo nella provincia di Danzica, e numerose altre in molte città
polacche.
L'arte dell'Ambra a Danzica, cominciò ad elevarsi alle più
alte vette del conseguimento artistico grazie ad artigiani e storici
d'arte locali. Per molti anni Danzica ha oltremodo promosso l'arte d'Ambra
ispirata a disegni tradizionali, e l'utilizzo di tecniche antiche. I
maestri artigiani del presente non stanno solo producendo le loro opere
personali, ma cercano anche di ricreare i capolavori di ambra perduti.
Il costume popolare di un tempo di accogliere gli illustri visitatori
a Danzica con doni d'ambra, si è oggi ripristinato. Fra coloro
che hanno ricevuto questo onore vi sono reali, uomini di stato e PApa
Giovanni Paolo II, al quale è stato donato uno splendido crocifisso
realizzaro da Mariusz Drapikowski. Questo stesso artista ha realizzato
uno spettacolare ostensorio per la chiesa del Santo Bridget (Danzica),
commemorando il Giubileo del cristianesimo. La comunità di lavorazione
dell'Ambra di Danzica ha anche dato il via al progetto di costruzione
di un altare in Ambra, per la basilica della città, "La
BeataVergine Maria", come ringraziamento per la riconquistata indipendenza.
Questo lavoro è stato progettato fa Mariusz Drapikowski, in comllaborazione
con un gruppo di esperti in varie discipline.
Questo lavoro risulterà al temrine come il suprem elemento dell'altare
principale della chiesa, arrivando fino alla volta ed incorporando il
tabernacolo e la mensa. Il suo impiego decorativo misurerà approssimativamente
120 metri quadrati. Il centro di questa costruzione d'Ambra verrà
ornato con una coppia della famosa icona polacca della Madonna di Jasna
Gora, riprodotta localmente attraverso l'utilizzo d'Ambra. Grazie al
fatto che questo materiale grezzo è stato alterato dal Mar Baltico,
esso ci arriva in una vasta serie di tonalità d'oro ed ha una
straordinaria traslucidità naturale. Posto in un argento dorato
e propriamente acceso, evocherà una atmosfera unica e raggiante.
Ogni annio, dal 1993, Danzica ospita una Fiera Internazionale dell'Ambra,
che unisce espositori, scienzaiti ed entusiasti di tutto il mondo, uniti
dalla passione in comune per l'Ambra. Nel 1996 è stata fondata
a Danzica l'Associazione d'Ambra. La suddetta mette a disposizione un
foro per professionisti ed amatori aventi un interesse nel proteggere
gli interessi di tutti coloro che sono coinvolti nel mercato dell'Ambra.
L'Associazione d'Ambra pubblica i nomi degli artigiani, accanto ai certificati
che attestano la produzione in Ambra baltica genuina dei loro articoli.
Nel 1998 la Società del Turismo Baltico, che unisce 12 paesi
membri, ha asseganto a Danzica il titolo di "Capitale mondiale
dell'Ambra".
E' affascinante pensare che la moda di indossare vari tipi di perline
d'Ambra, iniziata 4000 anni fa, durante il periodo Neolitico, sia ancora
in uso ai giorni nostri, tra le donne del ventunesimo secolo. L'Ambra,
comunque, non solo si svolge ai solo sensi estetici, ma ci fornisce
sopratutto un quanto mai straordinario collegamento con il passato.