Misteri dell'Ambra

Le notizie sui più antichi prodotti in Ambra si devono agli archeologi che, durante scavi eseguiti in Polonia, hanno rinvenuto siti neolitici nei quali erano presenti non solo amuleti e girelli in Ambra, ma anche resti di botteghe nelle quali si lavorava. Tali botteghe di oltre 4000 anni fa, ritrovate recentemente nella depressione della bassa Vistola detta Zulawy e studiate da R.F. Mazurkowski, venivano appositamente impiantate nelle località presso le quali era possibile raccogliere l'Ambra grezza, ivi portata in grande quantità dal mare. Una volta poi che la zona era stata sfruttata,la bottega veniva trasferita in altro luogo. Dai resti ritrovati si può calcolare che nei dintorni di Niedzwiedziowka se ne trovassero circa 800. Dalla fedele ricostruzione di una di tali botteghe si è potuto stabilire che le ambre grezze venivano dimezzate con un grosso filo e con una lama di corno con cervo e successivamente perforate con un succhiello di selce, dopo di che, con una piastra arenaria ed una pelle di pelo lungo, venivano levigate ed infine si dava loro l'ultima lucidatura. Le mappe dei siti dove sono stati ritrovati prodotti neolitici in Ambra, testimoniano che gli ornamenti eseguiti in "oro del nord" non erano a quei tempi qualcosa di eccezionale.
Ne era consapevole Tacito quando, nel II secolo,affermò che soltanto l'amore per il lusso aveva dato fama all'Ambra nel periodo dell'Impero Romano. Ai tempi di Tacito vi erano le botteghe per la lavorazione ad Aquileia e da queste uscivano gli ornamenti più vari,di una bellezza incomparabile, mai prima visti, che avevano tuttavia dietro di loro una storia di alcun secoli di lavorazione eseguita da artisti "barbari".

La grande richiesta di questi prodotti nel periodo dello splendore romano è testimoniata dai resti di botteghe per la lavorazione dell'Ambra, risalenti al II e al IV secolo,scoperte in Polonia, in Cujawa e a Swilczy presso Rzeszow, nonché dai tanti prodotti ritrovati nelle tombe e in altri siti archeologici. Molte scoperte dimostrano che lo sviluppo in Polonia di questo artigianato fu favorito anche dai contatti con i Romani. Gli archeologi polacchi e italiani ricostruiscono,con sempre maggiore precisione, le vie commerciali dell'Ambra, contrassegnate non soltanto dalle botteghe, ma anche dai ritrovamenti di oggetti importati e di monete romane. In Polonia sono stati ritrovati magazzini di Ambra a Partynice (oggi alla periferia di Wroclaw) e a Baronia, nella valle centrale della Vistola. A Basonia, oltre all'Ambra grezza, sono stati ritrovati grani di Ambra detti poi basonici. Ben nota è una delle spedizioni per l'acquisto di Ambra "sul litorale della Germania" - come scriveva Plinio il Vecchio nella "Historia Naturalis" che ebbe luogo ai tempo di Nerone. Il fatto che Pompeo fosse tornato cento anni prima da una guerra,contro i pirati del mare, con un bottino di Ambra è oggi quasi sconosciuto. Questa annotazione venne posta nella storia manoscritta della Prussica del XVI secolo, da un cronista anonimo.Il suo testo sulla spedizione di Pompeo è illustrato da un ingenuo disegno di una leggendaria isola d'Ambra, che ricorda piuttosto la descrizione pliniana della spedizione di Pitea. Verso il 320 a.C. Pitea era partito da Massala (oggi Marsiglia) verso il nord per acquistare stagno e Ambra er era giunto ad un'isola che oggi non siamo in grado di stabilire univocamente. Il disegno della cronaca si trova fra descrizioni si avvenimenti avutisi nel XIII secolo, e, cosi collocato, può essere una testimonianza dello stato delle cognizioni degli studiosi medioevali. Le scienze naturali si basavano allora sulla "Historia Naturalis" di Plinio.

Insieme all'isola d'Ambra, alla quale sarebbe arrivato Pitea e che il cronista prussiano aveva cercato di disegnare con la massima precisione, veniva ricercato anche il fiume Eridano, ricco di Ambra grezza. Questo fiume, ricordato in molti miti, avrebbe contenuto le lacrime d'Ambra sparse dalle sorelle di Fetente, perito per volontà di Zeus, le quali, trasformate in pioppi, piangevano con lacrime d'Ambra la sua scomparsa.

Il mistero della nascita dell'Ambra non termina nell' ambito delle indagini degli archeologi e degli storici. Uno dei maggiori misteri custoditi dall' Ambra è l' immagine dei boschi dai quali è nata e di quella che era, milioni di anni fa, la vita degli animali, rimasti fissati nell' Ambra nella forma di spoglie perfettamente mummificate. Non hanno subito la mineralizzazione grazie alla struttura stessa dell' Ambra. I processi di polimerizzazione,ai quali era sottoposta la resina, trasformandosi in Ambra,crearono una struttura impenetrabile alle soluzioni minerali. Grazie a ciò oggi possiamo ammirare, chiusi nell'Ambra, insetti o altri artropodi come fossero vivi. Si possono pure isolare loro organi interni, come i polmoni o le ghiandole filugelle dei ragni, si può giungere alle cellule dell'occhio e persino ad elementi delle cellule.

Fra gli artropodi più spesso incontrati nell'Ambra sono insetti, aracnidi, miriapodi. Vi si sono conservate anche tracce di mammiferi e di uccelli nella forma di parti di pelo o di piume.
Fra gli animali ed i frammenti vegetali inclusi nelle ambre si incontrano famiglie e gruppi che oggi sono presenti nella zona climatica subtropicale e temperata calda, ed anche questo fatto costituisce uno dei misteri della storia dell'Ambra.

L'età delle resine fossili, note in quasi tutti i continenti,viene stabilita in base all'età dei sedimenti nei quali viene trovata. Non sempre però corrisponde all'età vera e propria dell'Ambra stessa che di regola si trova in giacimenti secondari e pertanto lontana dagli alberi dalla cui resina si era formata. La resina fossile conservatasi nei giacimenti è giunta fino ad oggi in forme molto varie e non casuali. Molto spesso s'incontrano forme a ghiacciolo o simili, createsi dalla colatura della resina fluida. E proprio in queste forme si sono conservati minuti animali e piccole parti del mondo vegetale. Nei giacimenti sono ritrovate anche ambre a forma di goccia, formatesi all'esterno dei tronchi d'albero. I blocchi grandi e piccoli, dalle forme diverse, ritrovati nei giacimenti, si possono confrontare con le cosiddette parti di riempimento che si formano, per esempio, quando il sedimento riempie un guscio di mare. Quando il guscio viene distrutto, rimane il sedimento che si è pietrificato e presenta sia la forma del guscio sia il disegno della superficie interna. Se pertanto paragoniamo lo spacco di un albero con un guscio di conchiglia e la resina con il sedimento, possiamo ritenere ogni blocco d'Ambra come un riempitivo. Osservandone la forma e il disegno della superficie possiamo stabilire se si è formata in uno spacco sotto la corteccia dell'albero o all'interno della corteccia oppure nella cosiddetta tasca di resina fra gli alburni di accrescimento, ecc.

Le forme colate dell'Ambra - i ghiaccioli e le forme a questi simili - sono stratificate e generalmente trasparenti. Accade anche che subiscano una stratificazione naturale ed in questo caso assumono la forma di sottili piastrine nelle quali le inclusioni conservatesi si vedono chiaramente.

La trasparenza dell'Ambra dipende dalla sua struttura interna. Tutti i suoi offuscamenti sono dovuti a bollicine di gas, la cui formazione resta uno dei misteri dell'Ambra. Le forme non trasparenti, gialle o bianche, hanno una struttura schiumosa. Dalla grandezza e dalla disposizione delle bollicine dipendono l'intensità del colore ed il grado di trasparenza. Le ricerche hanno, per esempio, dimostrato che l'Ambra azzurrina presenta nella sua struttura una rete di piccolissime fessure.

Il colore dell'Ambra non è una caratteristica costante. Sotto l'influenza dell'alterazione (ossidazione) e della temperatura l'Ambra scurisce. La superficie esterna, più esposta all'azione dei fattori atmosferici, si copre di un reticolo di crepe e crea uno straterello fragile, detto " crosticina ". Il suo colore è spesso bruno, rosso scuro o rosso bruno.

Gli antichi nominavano molte specie di alberi ai quali attribuivano la formazione dell'Ambra. Già Plinio parlava del pino come albero madre dell'Ambra. Quali alberi furono la fonte principale delle resini fossili? Questa è una delle domande più importanti poste oggi non soltanto dai botanici. Alee ricerche prendono infatti parte altri scienziati che usufruiscono dei metodi moderni della chimica e della fisica.

Oggi già sappiamo che l'Ambra messicana o dominicana si formò dalla resina di alberi della specie Hymenea curbaril L., della famiglia delle Rosalie, fra le quali noi annoveriamo la nostra acacia bianca. La glossite, una delle resine fossili che s'incontra insieme all'Ambra (succinte) nei dintorni di Halle (RDT), deve la sua origine alla Burbera bipennata, una pianta che cresce ancora oggi. Il pino succinifero - Pinus succinifera (Conw) Schubert -già nel XIX secolo era descritto come albero madre dell'Ambra baltica, la succinte, la prima delle resine fossili conosciuta. Questa denominazione è comune a 4 specie di conifere e attualmente, anche a causa del progresso delle ricerche, non soddisfa più gli studiosi che continuano a ricercare l'albero mandre dell'Ambra meglio nota, cioè delle spiagge meridionali del Baltico e della penisola di Sambia.

E' un mistero anche l'eccezionale secrezione di resina degli alberi, avutasi nel Cretaceo e nel Terziario, che produsse grandi agglomerati di Ambra e, alle volte, persino veri giacimenti. Fra le cause poterono essere un subitaneo riscaldamento nell'Eocene, tempeste di vento, incendi ed anche fenomeni vulcanici, ma in questo ambito delle nostre ricerche non abbiamo nessuna certezza.

I maggiori giacimenti di Ambra baltica si formarono nell'alto Eocene, circa 40 milioni fa. L'Ambra fu raccolta da un fiume che scorreva dal nord in sedimenti detti terra azzurra. Il delta, a più rami, di questo fiume ricco di Ambra, giungeva fino alle rive occidentali della Penisola di Sambia e alle alture di Leba (nei dintorni di Danzica). Si potrebbe chiamare questo fiume Eridano per poter così , trasferendolo dalla storia mitica delle vicende eoceniche della terra, mettere fine alle sue ricerche. Come hanno provato le trivellazioni, i giacimenti di Ambra nella parte occidentale del delta, nella regione di Chlapowo (vicino a Danzica), si trovano ad una profondità maggiore di quelli della parte orientale e no nsi prestano allo sfruttamento. La parte orientale, la penisola di Sambia, è coltivata a cielo aperto soltanto da poco più di cento anni; precedentemente l'Ambra era estratta con altri metodi, per lo più quelli usati nelle miniere.

L'Ambra tuttavia non terminò il suo viaggio nel delta dell'Eridano Eocenico, quella fu soltanto la sua prima tappa. Gran parte continuò ad essere trasportata e depositata in successivi giacimenti. Nel Quaternario l'Ambra venne a trovarsi, insieme ai resti di "terra azzurra" , nelle acque rapide dei ghiacciai e, insieme alla massa di fango pietroso, si spostò verso il sud,i n condizioni di trasporto diverse da quelle in cui aveva lasciato per la prima volta i patri boschi. I blocchi, intensivamente levigati, raramente riuscivano a conservare le loro forme originarie.
L'Ambra continuò a diffondersi su vasti terreni insieme ai sedimenti del Quaternario. La mappa eseguite nel 1982, dei ritrovamenti e delle antiche miniere di Ambra in Polonia documente la presenza di 600 punti, ma erano indubbiamente molti di più. Non di tutti si parla nella letteratura. Le maggiori agglomerazioni di Ambra nei sedimenti del Quaternario si trovavano nel bacino del Narew, nelle Foreste di Tuchola, nella zona lacustre dei Kaszubi e anche nella Mazuria.
A partire dal 1810 le miniere vennero aperte principalmente in terreni presi in affitto dallo stato. La maggiore di queste miniere, nei pressi di Ostroleka, occupava una superficie di circa 1000 km quadrati. Negli anni migliori si ricavavano circa 100kg di materia prima al giorno.Le miniere erano primitive, erano semplicemente delle fosse basse, protette da tavole di legno.Nella regione dei Kurpie, nel bacino del Narew, vi erano circa 60 miniere.I maggiori profitti se ebbero negli anni 1835-1865. Oggi nella regione dei Kurpie si possono incontrare appena due persone che si occupano della ricerca e della lavorazione dell'Ambra. La Cooperativa " Bursztyn" di Dansica ha preso inoltre in affittoun terreno nella valle del fiume Piasecznica e ha iniziato lo sfruttamento. L'Ambra estratta non è però molta.
L'ultima tappa del viaggio dell'Ambra dall'albero madre a giacimenti sempre piu giovani sono le spiaggie del baltico e del Mare del Nord. Il mare risciaquando sia i sedimenti del Quaternario sia quelli dell'Eocene, rigetta dal suo fondo l'Ambra.
Nel linguaggio popolare l'Ambra trovata sulle spiaggie è detta "nuda". Cio significa che non presenta alterazioni sulla superficie.L'acqua è un fattore conservativo e l'ondeggiamento leviga la loro superficie. L'Ambra si ricava anche dalle antiche spiaggie, oggi gia ricoperte.Da molti annisi sfruttano le spiaggie oloceniche di Dansica-Stogi, dove l'Ambra si trova ad una profondità di circa 12 m. La materia prima viene estratta con metodi idraulici basati sull'immissione di getti d'acqua sotto pressione e risciacquando l'Ambra mista con sabbia che ne fuoriesce. Durante i fortunali l'Ambra viene "pescata" direttamente dal mare.
L'Ambra baltica e una resina fossile, ma l'unica che sia giunta fino ai nostri giorni.Con il passare degli anni le crescenti scoperte di giacimenti in quasi tutti i continenti hanno rivelato la presenza di circa 60 tipi di resine piu o meno simli all'Ambra. Differiscono per i caratteri fisici e chimici.
Nei gicimenti della penisola di Sambia - oltre alla succinite - circa il 3% della materia prima ricavata è costituita da gedanite, stamntinite, bhecherite e glessite. La succinite, che è quella più incontrata in Sambia, si ritrova anche in Ucraina e a Bitterfeld presso Halle.
Fra le resine fossili piu antiche, che si fanno rientrare nei prodotti delle miniere, incontriamo le resine triassiche, formatesi 225-230 milioni di anni fà e presenti in Austria. Fra le resine cretacee e terziarie rientrano sharaufiti, rosthorniti, cheflachiti, plaffeiti allinghiti, walchowiti, simetiti, ajkaiti, birmiti, rumeniti, cedariti, l'Ambra messicana ed altre. Tutte queste specie possono essere suddivise in resine compatte (gruppo della succinite) e in resine friabili (gruppo della retinite) che differenziano, fra l'altro, per il contenuto di acido succinitico.
L'arte dell'Ambra - agli inizi molto elitaria - raggiunse il culmine dle suo sviluppo nel XVI e XVII secolo nelle botteghe di Dansica e di Konosberg. Se ne interessavano Re e principi. Il medaglione con il ritratto del re Stefan Batory e stato ritrovato nel sarcofago di Anna degli Jagelloni. La coppa d'Ambra con l'immagine di Sigismondo III si trova fino ad oggi nel castello di Wawel a Cracovia. Nel XVII secolo vennero inviati alla corte del sultano in Turchia una scatola di Ambra, uno specchio con la cornice di Ambra, una brocca e una scodellina di Ambra bianca . . . Si sono conservati fino ai nostri tempi collane, boccali, vassoi, statuette, posate con manici in Ambra, astucci, candelieri, altarini, reliquiari e armadietti. E la ricchezza dell'ornamento e l'abbondanza delle varietà di ambre usate ci lasciano meravigliati.
Nel passato ebbero il ruolo di centri principali della lavorazione dell'Ambra di Dansica e Konisberg, situate sui terreni piu ricchi di questa materia prima, pur se cooperative di lavoratori dell'Ambra erano state già fondate nel XV secolo a Burges, Lubecca, Slupsk e Elblag. Nel 1533 a Dansica ci si poteva rifornire di Ambra grezza da Pawel Jeske, la cui famiglia ancora nel XVII secolo possedeva il diritto di commerciare in Ambra. L'ultimo splendido accento dell'artigianato artistico rinascimentale e barocco fu la camera d'Ambra, eseguita all'inizio del XVII secolo.
In quel periodo cominciò ad interessarsi dell'Ambra anche la borghesia, il che portò ad un aumento della domanda di prodotti e pertanto a una lavorazione meno ricercata. Nel XIX secolo il ruolo delle botteghe artigiane venne assunto dalle fabbriche. vi si lavorava l'Ambra naturale e . . . pressata.
Ciò non segnò tuttavia il crepuscolo dell'interessamento per la bellezza di questo minerale luminoso. L'arte popolare divenne una specie di prolungamento delle tradizioni dei prodotti antichi, persino di quelli noti dagli scavi archeologici. Essa si sviluppò soprattutto nella regione dei Kurpie, dove era facile trovare Ambra grezza.
Fra i Curpie si racconta ancora una leggenda anticha sulla nascita dell'Ambra che ha qualcosa in comune con . . . il mito greco delle sorelle di Fetone che piangevano lacrime di Ambra. Gli abitanti della regione credono infatti che quando Dio mandò il diluvio universale per punire i peccatori e le pioggie caddero per 40 giorni e 40 notti, tutti piangevano dalla disperazione. Le loro lacrime cadevano nelle acque della piena e si trasformavano in Ambra. L'Ambra pura e trasparente si formava dalle lacrime degli innocenti, quella piu scura e velata dalle lacrime delle persone cattive e dei beoni.
In quella regione, tanto ricca di tradizioni per quanto riguarda la lavorazione diell'Ambra, si è formato anche un linguaggio popolare, collegato con l'Ambra, le sue varietà, le sue utilizzazioni e la sua estrazione. Fra i vari prodotti in Ambra della regione dei Kurpie si distinguono per bellezza le collane.In particolare le collane con medaglia, tipiche proprio di questa regione. La medaglia, che pende da una speciale aggiunta, è ornata con l'immagine di Cristo sulla Croce o della sola Croce. Fra le decorazioni in Ambra, del tutto uniche nel loro genere, rientra il cosiddetto "ragno", una decorazione in Ambra che veniva appesa sotto il soffitto delle ricche case dei Kurpie. E proprio da qui è nata la fiducia nella forza risanatrice dell'Ambra, con la quale già l'uomo del Neolitico si costruiva talismani.
L'attuale attività artistica, basata sull'Ambra, è iniziata in polonia negli anni sessanta. Saranno i nostri successori a stabilire se questa arte ha raggiunto l'apice delle sue possibilità, se è riuscita ad elaborare un suo stile originale nell'epoca della conquista del cosmo, E' certo che il fascino dell'Ambra non tramonta e ciò è dovuto non soltanto alla sua bellezza, ma anche alla sua storia. Una ricca storia che risale a tempi remotissimi, ma anche una storia a noi più vicina, nella quale persino le leggende e la fiducia nella magia sono proprie e nostrane.
Fra miti e scoperte
Esistono oggi diverse specie di Ambra. Fra loro e quella bianca che si distingua per il migliore profumo (...). Piu apprezzate cono le varietà rossastre, ma unicamente quando l loro bagliore non è troppo intenso. Piacciono quelle che sono similial fuoco, fuoco non essendo. Di maggiore successo gode l'Ambra di Falerno, che ha il colore del vino e che da questo prende il suo nome. Trasparente, ha un bagliore delicato e può anche godere della sfumatura del miele durante la cottura".
Plinio il Vecchio: Historia Naturalis